Miele siciliano

Il miele siciliano e italiano meriterebbe di entrare nella nostra dieta quotidiana e nelle nostre tavole. Si tratta di un alimento energetico composto da zuccheri semplici (fruttosio-glucosio) facilmente digeribile.

  • enzimi,
  • vitamine,
  • oligominerali,
  • sostanze antibiotico-simili
  • sostanze che possono favorire i processi di accrescimento.

Il miglior miele siciliano

Nel 2017, una giuria di esperti degustatori ha deciso a Montalcino, durante la Settimana del Miele, che il miglior miele d’Italia è siciliano. Nello specifico il premio è stato dato all’Azienda Agricola Miluzzo di Sebastiano Miluzzo, che si trova a Palazzolo Acreide (Siracusa).

Il miele siciliano bio è molto ricercato perché si tratta, nella maggior parte dei casi, miele artigianale.

Miele di corbezzolo Sicilia? No Sardegna

In aggiornamento

ANTICA APICOLTURA GALLURESE PREMIATO Miele di corbezzolo sardo – Prodotto in Sardegna – Grammi 250

Ape nera sicula

L’ Apis Mellifera Siciliana, comunemente detta Ape nera sicula è una specie autoctona, che ha popolato per anni la Sicilia, almeno fin quando non si è avvicinata all’estinzione, a causa dell’ibridazione con altre ape italiane, e per il massiccio uso di pesticidi.

Le api nere di Sicilia, come tutte le api sono delle produttrici di miele, propoli, pappa reale e producono varietà di ottima qualità.

L’APE NERA SICULA: IL RECUPERO E LA PRODUZIONE DI MIELE

Set Degustazione mieli Primaverili Ape nera sicula 40gr x 4

Apis mellifera sicula

 Ape Nera Sicula – Miele di Sicilia al cardo presidio slow food 250g

IL RECUPERO DELL’APE NERA SICULA

Il recupero dell’ape nera sicula è stato favorito dagli studi e dalle ricerche del professor Pietro Genduso e dal suo allievo Carlo Amodeo.

Questa ape autoctona, oggi è Presidio Slow Food e si distingue per vari aspetti:

  • ha le ali più piccole rispetto alle altre specie,
  • è docile
  • molto produttiva alle temperature più estreme,
  • sviluppa prima la covata,
  • non tende a saccheggiare le altre api
  • consuma meno miele dell’ape ligustica.

Produzione Apis Mellifera Siciliana

L’ape nera sicula è produttiva al pari dell’ape ligustica e della altre razze.

Anche in condizione avverse è molto resistente si abitua sia ad un estremo caldo che ad un estremo freddo.

Si sa difendere senza l’ausilio di farmaci dai parassiti.

È una stacanovista, lavora anche d’inverno consentendo la produzione anche in inverno.

Miele di Timo – Ape Nera Sicula 100gr

IL MIELE DI APE NERA SICULA

Pare che l’Ape nera sicula sia in grado di produrre un miele con una quantità nettamente superiore di polifenoli ed antiossidanti.

Si tratta, per questo motivo, di un miele dal sapore originale.

Miele Ape Nera Sicula Amodeo Carlo 400gr (Miele di sulla)

Ape nera sicula

L’ Apis Mellifera Siciliana, comunemente detta Ape nera sicula è una specie autoctona, che ha popolato per anni la Sicilia, almeno fin quando non si è avvicinata all’estinzione, a causa dell’ibridazione con altre ape italiane, e per il massiccio uso di pesticidi.

Le api nere di Sicilia, come tutte le api sono delle produttrici di miele, propoli, pappa reale e producono varietà di ottima qualità.

L’APE NERA SICULA: IL RECUPERO E LA PRODUZIONE DI MIELE

 

Tipi di miele più diffusi

MIELE DI

ACACIA

Miele di colore chiaro (giallo paglierino) e dal sapore delicato.
Mantiene una consistenza liquida per lungo tempo.
Utilizzato come miele da tavola per la prima colazione o l’accompagnamento dei formaggi e come dolcificante naturale.

CASTAGNO

Miele di colore ambra (chiaro o scuro) e dal sapore leggermente amaro.
Ha una cristallizzazione quasi assente e, perciò, mantiene una consistenza liquida per lungo tempo.
Utilizzato come miele da tavola per l’accompagnamento dei formaggi.

EUCALIPTO

Miele di colore ambra chiaro e dal sapore aromatico caratteristico.
Ha una cristallizzazione rapida e compatta a grana fine.
Utilizzato come miele da tavola per l’accompagnamento dei formaggi.

GIRASOLE

Miele di colore giallo oro e dal sapore delicato.
Ha una cristallizzazione rapida e compatta a grana media.
Utilizzato come miele da tavola per l’accompagnamento dei formaggi e come ingrediente in pasticceria o nell’industria alimentare.

MELATA

Miele di colore scuro (marrone-nero) e dal sapore gradevole, anche se meno dolce rispetto ai mieli di nettare.
Ha una cristallizzazione lenta e irregolare a grana grossa.
Utilizzato come miele da tavola per l’accompagnamento dei formaggi.

MIELE DI MILLEFIORI

Miele di colore chiaro (beige) o scuro (ambra) a seconda delle prevalenze floreali e dal sapore delicato.
Ha una cristallizzazione variabile a seconda delle prevalenze floreali.
Utilizzato come miele da tavola per la prima colazione o l’accompagnamento dei formaggi.

MIELE DI SULLA

Miele di colore chiaro (beige) e dal sapore delicato.
Ha una cristallizzazione rapida e compatta a grana medio-fine.
Utilizzato come miele da tavola per la prima colazione o la merenda.

MIELE DI TIGLIO

Miele di colore giallo chiaro e dal sapore aromatico caratteristico.
Ha una cristallizzazione lenta e compatta a grana fine.
Utilizzato come miele da tavola per l’accompagnamento dei formaggi.

 

Tipi di miele diffusi in Italia

I tipi di miele secondo wikipedia. E dunque abbiamo il miele di

 

  • millefiori (presenza di molti pollini senza uno prevalente)

 

  • acacia (Robinia pseudoacacia)
  • achillea (Achillea millefolium)
  • acero campestre (Acer campestre)
  • agrumi (cioè le diverse specie appartenenti ai Citrus spp.)
  • ailanto (Ailanthus altissima)
  • asfodelo (Asphodelus microcarpus)

 

  • barena (Limonium vulgare)
  • betonica comune o stachys (Stachys officinalis)
  • biancospino (Crataegus monogyna)
  • borragine (Borago officinalis)

 

  • calluna o brugo (Calluna vulgaris)
  • cardo (Carduus spp.)
  • carrubo (Ceratonia siliqua)
  • castagno europeo (Castanea sativa)
  • ciliegio (Prunus avium)
  • cipolla (Allium cepa)
  • cisto (Cistus monspeliensis)
  • colza (Brassica napus)
  • corbezzolo (Arbutus unedo)
  • coriandolo (Coriandrum sativum)

 

  • edera comune (Hedera helix)
  • enula vischiosa (Inula viscosa)
  • erba viperina (Echium vulgare)
  • erica (Erica arborea, Erica multiflora, Erica carnea)
  • Miele di eucalipto (Eucalyptus)

 

  • facelia (Phacelia tanacetifolia)
  • girasole comune (Helianthus annuus)
  • grano saraceno (Fagopyrum esculentum)

 

  • indaco bastardo o falso indaco (Amorpha fruticosa)
  • Miele di ippocastano (Aesculus hippocastanum)
  • lampone (Rubus idaeus)
  • Miele di lavanda (Lavandula angustifolia e Lavandula stoechas)

 

  • leguminose

  • Trifoglio (Trifolium spp.)
  • Erba medica (Medicago sativa)
  • Ginestrino (Lotus corniculatus)
  • Meliloto (Melilotus officinalis)
  • Sulla (Hedysarum coronarium)

 

  • lupinella (Onobrychis sativa)
  • nepitella o mentuccia (Clinopodium nepeta)
  • Nespolo del Giappone (Eryobotrya japonica)
  • Miele di mandorlo (Prunus dulcis)
  • Manuka (Leptospermum scoparium)
  • marasca (Prunus mahaleb)
  • marruca (Paliurus spina-christi)

 

  • Miele di melata

  • di melata di abete (Abies spp.)
  • di melata di Metcalfa pruinosa, un rincoto omottero di origine americana importato che si sta diffondendo, questa melata ha un gusto che ricorda il caramello ed è molto scura.
  • melata di nocciolo (Corylus avellana)
  • di melata di quercia (Quercus spp.)
  • melata di larice (Larix decidua)
  • Miele di melata di frutti di bosco
  • Miele di melata di latifoglie

 

  • Miele di melo (Malus domestica)
  • menta (Mentha spp.)
  • mirto (myrtus communis)
  • di rododendro (Rhododendron)
  • origano (Origanum vulgare)
  • rosmarino (Rosmarinus officinalis)
  • rovo (Rubus fruticosus e Rubus ulmifolius)
  • di santoreggia o erba cerea (Satureja montana)
  • di tamerice (tamarix gallica e Tamarix ramossiima)
  • tarassaco o dente di leone (Taraxacum officinale)
  • di tiglio (Tilia cordata e Tilia Platyphyllos)
  • solidago o verga d’oro (Solidago canadensis e Solidago gigantea)
  • stregonia siciliana (Sideritis syriaca)

 

  • Miele di timo (Thymus Thymus serpyllum, Thymus vulgaris e Thymbra capitata)
  • Miele di zagara (ovvero i fiori delle specie di agrumi)

Miele siciliano e italiano

Come diventare apicoltore

Negli ultimi tempi si sa che le api stanno soffrendo i cambiamenti climatici e l’eccessivo uso di disserbanti. E allora potrebbe essere utile, se gli amanti del miele, quando possibile, diano una mano, fondando una famiglia di api.

Ma da dove cominciare per diventare apicoltore?

Alessandro Nicoletti nel 2019 scriveva un articolo in cui spiega come il miele italiano è sempre più raro e che negli scaffali dei supermercati ormai si trovano solo prodotti che arrivano dall’estero. In alcuni casi più gravi il miele neppure ha mai visto un ape e viene prodotto chimicamente.

Il fatto è che le api sono molto sensibili al clima e alle sue variazioni improvvise. Cose che insomma stiamo sperimentando anche noi con improvvisi cambi di temperatura. E quindi le poche api rimaste muoiono.

La famiglia delle api

Gli allevamenti di api più diffusi appartengono all’Apis Mellifera. 

Ciascuno sciame è composto da ape regina e api operaie. I maschi sono presenti solo in un determinato periodo.

Ma se si vuole diventare davvero un apicoltore non basta questo. Intanto è necessario imparare da chi già alleva api. Non è cosa facile, non tutti sono disposti a condividere la sua conoscenza che è anche un mestiere. Questo è infatti, anche una delle ragioni per cui si fa fatica a divulgare l’allevamento delle api.

Ad ogni modo, come in altre cose, ci vuole passione.

Quello che si deve imparare è capire come si creano le condizioni ottimali per far produrre il miele, la pappa reale, la cera d’api, il propoli e l’apitossina.

Pazienza!

Trattandosi di passione si deve essere sicuri di quel che si fa. Inutile lanciarsi in una impresa che poi possiamo abbandonare. Fare l’apicoltore significa anche prendere qualche morso, essere sicuri di avere il tempo per la cura delle api, di investire, in qualche stagione, più di quanto ci vorrebbe ad acquistare il prodotto stesso.

Quindi pazienza. Magari si può iniziare con un paio di arnie, magari anche per più anni e vedere cosa succede.

Avere un terreno

Non dimentichiamo che dobbiamo avere un terreno a disposizione dove poter mettere le arnie. Deve essere un luogo dove le api troveranno i fiori per produrre il miele e nello stesso tempo non deve essere troppo vicino ad abitazioni.

Le api non attaccano gli esseri umani, ma se nelle vicinanze si trovano bambini o ragazzi che giocano. Se per sbaglio qualcuno si avvicina troppo le potrebbero attaccare in difesa dell’alveare.

Gli attrezzi del mestiere

Acquisto tre arnie 200 euro circa;
Indumenti e affumicatori 100 euro circa;
Laboratorio di smielatura da poche centinaia di euro a migliaia, consiglio per i primi anni di avvalersi di un laboratorio esterno;
Terreno agricolo: impossibile dare una cifra valida per tutti. 

Domande frequenti

Da un sito che vende kit per apicoltori traiamo queste domande e risposte per chi vuole cominciare.

 

Qual’è il periodo migliore per iniziare?

Dipende ovviamente dalla regione e dal clima. Il momento migliore è sicuramente inizio primavera se si vuole raccogliere un po’ di miele ma per imparare tutta la stagione (da Marzo a Settembre) è buona.

 

Quanto tempo in genere si dedica alle api?

Se parliamo di un’apicoltura per hobby quindi senza la necessità di non portare a casa uno stipendio con il miele, suggeriamo di seguire il naturale ciclo di sviluppo delle api, senza stress ne per loro ne per voi ma osservando con cura lo stato di salute delle api. In media mezz’ora alla settimana nel periodo primavera-estate (nel caso di una o due famiglie), nel periodo autunnale ed invernale le visite diventano sempre meno frequenti.

 

Ma burocraticamente devo fare qualcosa?

Certamente. Le api, come molti altri animali, devono essere denunciate presso la Banca dati dell’Anagrafe apistica nazionale. Non è complicato ne a pagamento.

 

Quanto costa uno sciame di api?

Il costo di uno sciame dipende da tanti fattori: quando si acquista, quante api contiene, eventuali certificazioni e la località. In media dai 90 euro ai 120.

 

Non sarebbe meglio partire con due famiglie di api?

Si, ma per un principiante che non ha nessuna esperienza è bene prima approcciarsi con una famiglia; è opportuno prendere confidenza, capire come vivono, come fare visita. Poi sarà sempre possibile ampliare l’apiario.

 

Posso metterle sul balcone?

In genere no. È sempre meglio avere a disposizione un giardino o un orto di proprietà sufficientemente grande da rispettare le distanze richieste dalla legge.