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In ogni cucina o soggiorno che si rispetti o comunque in ogni luogo adibito al mangiare c’è un tavolo. E a pensarci bene tutte le nostre case sono piene di tavoli che per gli usi più svariati arredano le nostre case.

Certamente, dunque, il tavolo è un accessorio della casa molto importante. I nostri architetti contemporanei ci offrono una vasta gamma di modelli, di colori e di forme. Rotondi, quadrati, rettangolari, in legno, in metallo, tradizionali, moderni, insomma, sono talmente tanti i parametri variabili che chiunque può soddisfare i propri gusti.

Ma oltre che oggetto su cui sbizzarrire la propria fantasia architettonica la tavola è anche, se non soprattutto, luogo, spazio, dove mangiare, incontrarsi, conoscersi.

Stare a tavola

Più o meno divertente può essere la scena di una madre o di un padre che piantano il proprio figlio ad un tavolo dopo un estenuante inseguimento; o quella seriosa del bambino rimproverato per essersi alzato dal tavolo prima che tutti finissero.

Da ciò se ne deduce che uno dei capisaldi dell’educazione dei propri figli è proprio quella dello stare a tavola. In effetti, questo modo di intendere la tavola, seppure è antico, evidentemente, non fa parte della nostra istintività.

Tanto è vero che il bambino, appunto istintivamente, distratto anche dalle cose più banali, ne scappa o ne scapperebbe in ogni momento.

Le regole dello stare a tavola

Pare che le regole dello stare a tavola siano cominciate a delinearsi in età monastica.

Il silenzio, il non parlare con la bocca piena, la sobrietà dei gesti, tutte regole che sfociarono nel XII – XIII sec. nell’edizione di famosi manuali di buone maniere come Il Galateo di Monsignor della Casa, il Cortigiano di Baldassare Castiglione e di tanti altri libri del genere che spiegano cosa si fa e cosa non si fa a tavola.

Conoscersi a tavola

Ma la tavola non è solo il luogo dove mangiare, dove soddisfare un bisogno biologico, la tavola è anche un luogo dove incontrarsi, dove riunirsi e parlare, discutere, trattare, prendere accordi. Dunque la tavola diventa il luogo dello stare insieme.

Il tavolo è un luogo di grande intimità. Le immagini che possono venirci alla mente possono essere le più svariate: dalla coppia al primo appuntamento, alla famiglia che si ritrova la sera dopo una giornata di lavoro, al banchetto fra amici.

In effetti, il mangiare insieme è un modo di conoscere e di conoscersi, forse non il più approfondito, ma fra i più intimi. Specchio della nostra personalità, del nostro essere interiore, lo stare a tavola diventa mezzo di conoscenza dell’altro. Senza filtri, senza domande, ad armi pari si svela e ci si svela.

Svelarsi a tavola

A tavola si svelano gioie e dolori, vizi e virtù. Chi soffre le pene di un amore non riesce a stare a tavola allo stesso modo di chi ne gioisce. Il mangiare poco o troppo può svelare tutto un sistema filosofico sull’idea che si ha sul cibo e dunque di se stessi.

Fino poi a sfociare in casi più gravi, dove lo stare a tavola non è più piacere, non è più occasione sociale, ma è patologia, esplosione di un disagio interiore molto profondo.

Personalità a tavola

Ognuno di noi ha il suo modo di mangiare e di stare a tavola. Ognuno dimostra il proprio carattere, il proprio modo di fare. Insomma, a tavola ognuno svela la propria personalità.

C’è chi fa mille molliche per terra, chi divora le proprie pietanze e c’è chi persino beve i piatti che gli vengono offerti. C’è chi, invece, è lento, lentissimo, che si alza dalla tavola sempre per ultimo mentre qualcuno già affaccendato si affretta a sparecchiare.

C’è chi si rilassa, chi prova un piacere particolare nel sentirsi satollo e c’è chi diventa persino aggressivo, avido nel prendere i cibi, quasi ringhioso nello sbranarlo.

Dettagli a tavola

Piccolezze, dettagli certo, azioni talmente usuali, spontanee e naturali da non rendersene conto nella vita di tutti i giorni.

Eppure, alla fine di una storia d’amore, per esempio, il modo di inghiottire rumorosamente o il masticare nervoso o il respiro affannoso durante la deglutizione, il non riporre coltello e forchetta nello stesso modo in cui lo facciamo noi, si avvertono, a volte, come molto vicini alle cause vere della fine di una relazione.

La tavola come luogo sacro

La tavola è, poi anche, luogo sacro, dove ognuno celebra il proprio rito domestico (anche se non si è nella propria casa) e dove venivano ammessi solo pochi eletti.

Spesso, infatti, capita che non si possa accettare di stare a tavola in compagnia di una persona antipatica o con cui si è avuto un qualche battibecco. Magari si può accettare di discutere in strada o in piazza o in un pub, con la stessa persona, ma non si può sopportare di mangiarci insieme. Sarà forse per il tempo relativamente lungo che si pensa di dover trascorrere insieme, ma è già l’idea che non si sopporta.

Magari lo stare a tavola è simbolo di uno stare insieme anche in altro senso, è l’appartenere ad un gruppo, sia esso famiglia o qualunque altro gruppo sociale, è il condividere qualcosa di così importante come il cibo.

La tavola nei social

Oggi la tavola invece viene sempre più fotografata. Ciascun cibo viene fotografato e immortalato. Ciascun piatto viene fotografato e condiviso con i propri fans, con i propri followers.

Le case sono case invisibili. E ciò che un tempo era spazio inviolabile oggi è spazio di una comunità.

La tavola è istituzione

In casa, nelle case dove ci si siede ancora a tavola, ognuno ha il suo posto, ogni famiglia riconosce al padre e alla madre un posto adeguato. A volte l’adeguatezza può essere camuffata da comodità: la madre difficilmente si può trovare lontana dai fornelli e difficilmente il padre può essere relegato in un angolo o in un posto scomodo. Le ragioni di tali scelte vengono da lontano e sempre dal medioevo.

Nel medioevo la tavola era rigorosamente rettangolare. Il capo stava, appunto, a capo tavola e più si allargavano i rapporti con costui più lontani ci si ritrovava da esso.

Non sorprende dunque il clamore e la fama del regno di re Artù con la tavola rotonda più famosa del mondo.

Oggi a tavola

Oggi la tavola, forse, non ha più i significati di un tempo, non ricopre l’importanza che aveva in passato. Forse.

La famiglia in senso stretto non esiste più, sempre più difficile diventa per due persone l’incontrarsi ad un tavolo. Viviamo vite più stressate, abbiamo necessità diverse; tempi più veloci, non permettono di rispettare tutte le regole che un tempo erano usuali.

Eppure, nonostante tutto, anche quando si va di fretta, anche quando il tempo è limitato, se si ha la possibilità di potersi sedere a mangiare ad un tavolo difficilmente vi si rinuncia.

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